Vedo chiaro

Fare una pellicola per finestre è facile: basta prendere PVC e praticarvi dei fori?! Errore, ci vuole ben altro per un buon prodotto!

Nata nel 1994, Clear Focus Imaging da sempre ha puntato il focus della sua produzione su pellicole viniliche one way vision con adesivo che si attiva alla pressione. L’azienda con sede principale in Santa Rosa (California) distribuisce i prodotti di sua produzione in tutto il mondo: per l’Europa c’è una sede a Parigi (Francia) cui fa capo Stéphane Moreau, il quale cura anche l’Italia, e un ufficio in Germania. “Chi ha intenzione di produrre vinile perforato deve avere know how soprattutto per quanto riguarda due aspetti: la perforazione e la tecnologia dell’adesivo,” spiega l’azienda. Questo è importante non solo per il vinile stesso, ma anche per la pellicola di laminazione che va applicata – a seconda della tipologia e della durata – al vinile perforato stampato. “La pellicola di laminazione deve essere per così dire ‘superchiara’, affinché non sia compromessa la possibilità di guardarci attraverso. A prescindere dal fatto che è consigliabile usare prodotti di qualità, questi possono comunque risentire di un’errata applicazione. Da un lato è necessario che i solventi della stampa digitale volatilizzino del tutto, affinché gli inchiostri non reagiscano con l’adesivo della pellicola di laminazione. Dall’altro le pellicole di laminazione possono essere applicate soltanto a freddo – e intendo davvero ‘freddo’, e non a 30 o 40 gradi Celsius, perché la laminazione dapprima si espande a causa del calore, e mentre raffredda ritorna al suo stato originale. E in questo si crea il rischio che gli angoli del sandwich costituito da stampa digitale e laminazione si inarchino.” Inoltre è importante applicare la pellicola di laminazione semplicemente posandola sulla stampa, piuttosto che applicarla a pressione, raccomanda l’azienda. L’adesivo sensibile alla pressione infatti reagisce all’istante: ai margini dei fori resterebbero dunque i segni della pressione. Come conseguenza si ha una specie di ‘lente nel foro’ che compromette la possibilità di vedervi attraverso. “Sulle autovetture è necessario utilizzare una pellicola di laminazione – in PVC, a causa dell’elasticità richiesta. Ma su facciate vi si può rinunciare. Dipende dalla durata dell’applicazione e da ciò che si richiede all’applicazione. Per essere sicuri di poter vedere bene attraverso la pellicola perforata anche in caso di pioggia, essa va laminata; in caso contrario le gocce si annidano nei fori, e il vetro diventa impenetrabile alla vista. Su una pellicola di laminazione, invece, la pioggia scivola via. In caso di applicazioni di lunga durata, inoltre, c’è anche lo sporco a compromettere la trasparenza, perché si accumula nei fori. Accanto ai laminati in PVC ci sono laminati in poliestere che sono più chiari e meno spessi.” La scelta del tipo di pellicola e del diametro dei fori dipende soprattutto dal tipo di applicazione: “In linea di principio vale: più obliquo è l’angolo di visuale, più ampio deve essere il foro. Si sono affermati fori con un diametro di 1,5 e 2 millimetri, che, a seconda della distanza fra i fori, fanno passare da 33 a 50 per cento di luce.” Va poi detto pure che si deve sempre decidere se porre in primo piano la grafica o la trasparenza. Lo stampatore sceglierà una pellicola con superficie di stampa più ampia se va dato rilievo alla grafica. Si consigliano colori chiari, perché grafiche scure facilitano la vista attraverso la superficie piuttosto che permettere di riconoscere il motivo stampato.

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Retro ultra-nero assicura la vista migliore
Il fatto che le pellicole perforate abbiano dei costi molto differenti dipende soprattutto dalla struttura delle pellicole. A prima vista tutte le pellicole sembrano avere in comune il retro nero. Ma in che modo si ottiene il retro nero? “In linea di principio esistono tre varianti con le quali il produttore può annerire la parte posteriore della pellicola: la prima prevede la realizzazione della pellicola per mezzo di due strati di PVC, uno bianco per la stampa e uno nero che funge da retro – su quest’ultimo va applicato l’adesivo chiaro; la seconda variante prevede l’applicazione di un adesivo nero sul retro dello strato in PVC bianco; e nella terza variante la pellicola viene rivestita di nero e poi viene applicato un adesivo chiaro,” illustra l’azienda. I diversi tipi di produzione determinano la differenza dei prezzi: la variante con il rivestimento nero è quella più economica. “Quest’ultima non viene proposta da Clear Focus. Se si guarda attraverso la pellicola dal retro, ovvero dalla parte nera, si vede davvero male. La nostra pellicola Premium è la variante 1; la pellicola meno costosa Economy è la variante 2. Per quanto riguarda la qualità nella trasparenza, entrambe le pellicole CF sono uguali – ma non posso svelarne il perché, eccezion fatta per l’indizio che è per la struttura stratificata.” E chi è convinto del fatto che basta perforare e annerire una pellicola PVC e il gioco è fatto, costui sbaglia. La carta protettiva, osserva Clear Focus, ha un ruolo altrettanto importante. Di norma pellicole perforate vengono prodotte partendo da una pellicola già pronta, ovvero rivestita e provvista di carta protettiva: dei rulli con punzoni perforano la pellicola. Ne consegue che anche la carta protettiva viene perforata. Ora il produttore può scegliere se levare la carta protettiva vecchia e applicarne una nuova, oppure se applicare quella nuova direttamente sulla carta perforata. Clear Focus spiega: “La nostra azienda ha deciso di applicare una carta protettiva in aggiunta. Questa decisione offre dei vantaggi soprattutto per quanto riguarda la stampa: gli inchiostri passano attraverso i fori e possono penetrare lateralmente nella carta protettiva perforata – una cosa pulita! In particolar modo, nel caso di stampa con inchiostri UV ciò è determinante affinché gli inchiostri essiccati non ristagnino nei fori a livello dello strato di PVC vero e proprio, impedendo così di poter guardare attraverso la pellicola stessa; con il nostro metodo gli inchiostri UV si depongono sulla carta protettiva, e levando entrambe le carte protettive si liberano i fori e vi si può vedere attraverso”. C’è un altro ragionamento fallace che l’azienda desidera smentire, ed è la convinzione che se si applica la pellicola solo su una parte del vetro di un autobus, allora il passeggero ci vede meglio attraverso di quanto non possa fare se la pellicola perforata fosse applicata sull’intera superficie del vetro. È invece vero il contrario: dal momento che l’occhio percepisce fortemente la differenza fra vetro con e vetro senza pellicola perforata, non ha la possibilità di abituarsi al motivo perforato e quindi di guardare attraverso la pellicola. Se però l’intera superficie è provvista di una pellicola perforata, l’occhio quasi non la percepisce e può concentrarsi su ciò che accade al di là di essa. Buffo – si deve ingannare l’occhio e distrarlo per poterci vedere chiaro!

Frauke Bollmann

clearfocus.com

wbp_01.2011

 
 

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